CARLO GOLDONI

Adattamento e Regia di  Roberto Giglio

IL GIOCATORE

La dipendenza e la sottomissione al gioco d’azzardo, le delusioni per la perdita contrapposte alle continue speranze per una vincita, l’ansia incessante per la prossima mano, quella che sarà sicuramente la “mano buona”. Il Giocatore, Florindo, giovane veneziano inchiodato al tavolo da gioco giorno e notte, cade nelle mani di un imbroglione che lo trascina nella miseria più totale. Oltre ai soldi, Florindo perse la sua fidanzata, figlia del Signor Pantalone, la sua amante, una cantante, le amicizie. Solo Pantalone riesce a risollevare la sorte di Florindo, salvandolo da un matrimonio di convenienza  con la sorella Gandolfa, una vecchia ricca, viziosa e frivola.



 IL BURBERO BENEFICO

Il burbero Geronte non vuole partecipare al gioco perverso di un mondo senza più regole, dove il denaro corrompe i cuori, ma preferisce nascondersi nella sua passione infantile e pura, il gioco degli scacchi, dove ciascuna persona, ciascun carattere è esattamente come appare e si muove sulla scacchiera delle norme condivise senza sotterfugi. IL conflitto tra essenza e apparenza è la trama segreta che attraversa la commedia: nulla è come appare. E’  una straordinaria commedia di caratteri che descrive un mondo vacuo e corrotto, dove soltanto un uomo, il retto e puro Geronte, che tutti credono burbero si staglia moralmente sugli altri con la sua generosa benevolenza.



 LA LOCANDIERA

Mirandolina: intelligente e determinata, bella e consapevole di sé, la “locandiera” ha come primo interesse il profitto della sua attività e quindi sa sia disimpegnarsi con stile dalle mediocri tentativi di seduzione del Conte e del Marchese e sia tener testa all’orgoglio borioso del Cavaliere, facendolo infine capitolare. Mirandolina è così regista e attrice dell’azione scenica, tanto da rivolgersi spesso al pubblico coinvolgendolo nella sua finzione e spiegando in dettaglio come agirà per battere il “nemico”. Attraverso di lei, Goldoni da un lato stabilisce un dialogo diretto con il suo pubblico e dall’altro pone in rilievo l’arma con cui Mirandolina trionfa, ovvero l’intelligenza.



 L’OSTERIA DELLA POSTA

Leonardo è un Marchese torinese, che ha accettato un matrimonio propostogli da amici con una ragazza milanese, senza averla conosciuta, la Contessina Beatrice. Tuttavia il marchese muore dalla voglia di conoscerla, per cui parte con l’amico alla volta di Milano. Si fermano a riposare in una locanda ove incontrano, un papà Conte Roberto con una figlia Beatrice.Il marchese scopre che si tratta proprio della sua promessa sposa, una ragazza volitiva ed emancipata, ma non si rivela. Si finge un amico che lo conosce a fondo e lo descrive alla ragazza mettendola in guarda da alcuni suoi difetti di carattere. C’è a complicare la vicenda uno spasimante milanese. Un po' di piacevolissime schermaglie di carattere e poi il lieto fine.


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